NO, NON SIAMO TUTTI INFLUENCER

…ed essere Influencer, è davvero difficile.

Sempre più spesso mi capita di vedere video sponsorizzati su Facebook, dove operatori del settore Marketing, spiegano il concetto di Influencer e di come esso, negli ultimi anni, abbia cambiato le gerarchie del “fare pubblicità”.

Per via della mia totale fobia del non essere mai adatto a questo mondo e del continuare a ripetermi cose come “magari sei tu che sbagli”, mi fermo spesso a guardare per intero quei video. Del resto, se l’hanno sponsorizzato, per loro o per la loro azienda, deve pur avere un valore e poi, perché no, magari imparo qualcosa. Dopo una serie di concetti abbastanza classici, sento parlare dell’approccio verso il mondo degli Influencer e li capisco quanto spesso, la preparazione è praticamente nulla. Un po’ come con le Facebook ADS. Ecco quindi tirar fuori frasi come <Se noi suggeriamo di acquistare un prodotto ad un amico, veicoliamo gli acquisti>, oppure <Influenziamo i comportamenti del prossimo> e poi la mia preferita: <Siamo tutti Influencer>. NIENTE. DI. PIÙ. SBAGLIATO.

Non siamo tutti Influencer e che lo vogliate accettare o no, esserlo è molto difficile. Oggi si parla di Influencer senza voler guardare gli anni in cui questo fenomeno è cresciuto nel silenzio, facendo di tutto per soffocarlo. Prendiamo Youtube (visto che la figura esplode li), dove dal 2005 il fenomeno, passo dopo passo, prende piede. In Italia questa figura arriva nel 2013 (qui parliamo della crescita dei SM) tra mille critiche (oggi più aspre che mai) e sberleffi. Molti di questi Influencer (che oggi vantano centinaia di migliaia di follower) coltivano la loro attività, 24 ore su 24 da una decina d’anni a questa parte. Diventare Influencer è un lavoro molto difficile, che non ha pause e che cessa di esistere nel momento in cui ti fermi, anche solo per un attimo.

 

Per essere Influencer, devi costantemente lavorare sul tuo rapporto con i fan, comprendere le richieste, creare contenuti sempre ottimali (per il tuo pubblico), interagire, ascoltare, arginare le problematiche, avere a che fare con i detrattori, confrontarti con altri creator, viaggiare, collaborare, pensare a cosa fare nei prossimi giorni/mesi.

Chi classifica tutti come Influencer, semplicemente è perché questa realtà nemmeno l’ha sperimentata da vicino. Queste figure influenti si toccano solo nel momento in cui i numeri possono essere utilizzati (spesso malissimo) solo per strappare contratti alle aziende, dando poi risultati a volte altalenanti.

Diventare Influencer è un lavoro molto difficile, che non ha pause e che cessa di esistere nel momento in cui ti fermi, anche solo per un attimo.

Come fare, quindi? Come si diventa Influencer?

Behinfluencer marketing demo 300x200 - NO, NON SIAMO TUTTI INFLUENCER, non c’è una formula magica. Di sicuro però, il primo passo è quello di amare così tanto qualcosa da volerne parlare con gli altri. Partite da qua, partite da chi davvero è un Influencer (se ne conoscete) o guardate i video di chi lo è diventato senza nemmeno accorgersene. Un vero Influencer è colui che trasmette un valore, che sa come spiegarvi qualcosa in modo semplice, che sa intrattenervi, che trasmette un messaggio.

Si ma, qualche nome? Beh, a livello internazionale (e giusto per non citare sempre i soliti), date un occhio a Casey Neistat, Strictly Dumpling, Curious Droid…

E per l’Italia?

Beh, sappiamo che l’Italia è quel paese dove più crei qualcosa di stupido e più vieni premiato ma per questa volta, vedrò di consigliarvi Influencer utili, pertanto:

In Viaggio col tubo (Travel), Human Safari (Travel), Quei Due Sul Server (Gaming), Rulof Fai da te (Fai da te), Link4Universe (Scienze e Spazio), giusto per citarne alcuni.

Questi professionisti dell’influenza, quindi, servono alle aziende oggi? Si, al 100%.

Tuttavia, la chiave di volta di questa “nuova” nicchia di mercato sta nell’utilizzo di queste figure. Non contano i numeri quanto più il messaggio, la capacità di trovare una figura che rispecchi il valore dell’azienda per cui si sta lavorando, così da massimizzare il risultato (che sia una vendita o uno shout-out).

Quindi, possiamo essere tutti Inf… NO, NON POSSIAMO E NO, NON-SIAMO-TUTTI-INFLUENCER.

 

Nota di Roberto:
ah… p.s. Ho volontariamente evitato il discorso Instagram/Ferragni.